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Tavolara
Il Mare
Spalmatore di Fuori
Tavolara si affaccia al Tirreno poggiando su uno zoccolo asimmetrico ed inclinato verso Est : infatti in questo versante la curva batimetrica di 20 Mt. segue la costa sfiorandola in alcuni tratti , in altri allontanandosi di poco ; nel versante opposto la stessa isobata segue parallelamente l'isola , in contrapposizione all'altro del tutto impervio. Nello Spalmatore di Fuori ( o coda di Fuori ) sono presenti due insenature a ferro di cavallo ed in ciascuna di esse la stessa isobata si raggiunge nella parte esterna; non così avviene nello Spalmatore di Terra ( o coda di Terra ) poiché l'isola è in rapporto con la terraferma grazie ad una serie di scogli ed isolette che emergono da una piattaforma continua, interrotta solo per un tratto di pochi metri . Queste isolette frangono il mare per cui, praticamente, Tavolara può essere sempre raggiunta dalla vicina costa anche con piccoli natanti. La salinità è notevole ed il movimento di marea non supera i 40 cm; le acque non ancora inquinate, per lunghi tratti hanno un colore smeraldino quale si trova nell'isola madre a Stintino, ad Alghero e in qualche insenatura dell'arcipelago de La Maddalena.
Costituzioni e vicende geologiche
Spalmatore di Terra
L'isola presenta un basamento granitico, o meglio di pegmatite rossa che si mostra allo scoperto del versante nord occidentale e buona parte dello Spalmatore di Terra ; un altro piccolo affioramento è stato messo a nudo dall'erosione in corrispondenza dell'istmo che congiunge la massa maggiore dell'isola con il promontorio di Punta Timone. L'affioramento granitico sito nella "Cala del Faro" dello Spalmatore di Fuori, è più esteso di quanto si ritenesse dopo i primi rilevamenti : infatti costituisce una buona parte delle bordure costiere della cala, elevandosi a volte sino oltre 100 Mt. sul mare. Nella estremità sud occidentale il substrato è più esteso: infatti lo si può seguire lungo le coste dello Spalmatore di Terra per circa 3 Km. ed in alto sino a circa 250 Mt. sotto la parete calcarea dolomitica di Punta Cannone (565 Mt. il punto più alto). La zolla granitica rappresenta una parte degradata del massiccio ercinico Sardo Corso: in tempi successivi, dopo il distacco della Sardegna durante il corrugamento alpino, vi è stata una invasione marina. Nella parte bassa dell'isola il granito è ricoperto da panchina quaternaria, ad eccezione di brevi tratti. E' evidente quindi che la pegmatite affiora alle due estremità dell'isola e costituisce la base concava su cui poggia un enorme blocco di roccia dolomitica-calcarea mesozoica, inclinata verso Sud-Est. Il calcare è ben distinguibile dalle dolomie non solo per la differenza costituzione, ma anche perché mentre il primo è privo di vegetazione, il secondo la presenta piuttosto abbondante; il primo inoltre è più abbondante e spesso strapiomba sul mare a tavola ed è distinguibile strati ad arco intorno alla massa cristallina. Procedendo quindi dal basso verso l'alto si trova la pegmatite cui segue un grande piano dolomitico che si abbassa da ogni lato sino al mare ; la dolomia è normalmente cristallina salvo alcuni punti in cui è compatta e difficilmente distinguibile dal calcare vero e proprio. Sopra la dolomite, in alto nell'isola si trova solo roccia calcarea che forma anche lo Spalmatore di Fuori ( Punta Timone ) , e va rilevato che la separazione tra dolomia e calcare non è brusca come sarebbe se si fossero depositate in età diverse: evidentemente hanno avuto origine nello stesso periodo e dimostrano che " la dolomia è calcare alterato ". Si può affermare quanto detto perché la dolomia di Tavolara presenta le tracce degli stessi fossili trovati nel calcare di questo tipo. I fossili trovati a Tavolara sono abbondanti, in particolare nel versante rivolto a Molara , e sono inglobati nella roccia calcarea per cui è difficile prelevarli ma sono da riferire al " piano ippuritico dei terreni cretacei, così come quelli trovati della costa orientale, dal monte Santo in poi. Diversi depositi marini si trovano a Tavolara e assumono notevole interesse paleogeografico ; calcari del Giurese medio e superiore sono ancora presenti in esiguo strato delle cime più alte dove si riscontrano formazioni del Cretaceo, che sono state messe in evidenza in base alle Rudiste rinvenute nella roccia. Le dolomie , le argille e le arenarie, poggiando direttamente sul granito, lo hanno protetto da un modellamento più avanzato rispetto ad altre zone; durante l'era Cenozoica ai fenomeni di tutta la regione si sono aggiunte dislocazioni tettoniche da cui è venuta fuori l'attuale conformazione dell'isola. Le notevoli variazioni climatiche del Quaternario hanno determinato oscillazioni del livello marino, di cui abbiamo a Tavolara una riprova nelle pareti calcaree a falesia nelle quali si notano fori di litodomi e segni di battigia a circa quattro metri dal livello del mare. Nel 1949 alcuni studiosi hanno classificato i fossili e ordinato cronologicamente tutti i reperti consentendo una visione più chiara delle Ere cui è stata interessata l'isola di Tavolara che qui riportiamo in modo integrale le varie classificazioni:
Meravigliosa vista della
Grotta Del Troll
Foto fornita dall'archivio del
Gruppo Grotte Olbia
CRETACEO
Calcare - Lamellibranchi: Hippurites.
GIURESE
Calcare - Coralli: Astrocoemia radiata Mgh; Pachygira Labyrintica, Edw; Tecosmilia lobata M. Erw - Lamellibranchi: Caprina adversa D'Orb. - Gasteropodi: Fastigella turris, Mgh; Fusus; Natica cfr. Clementina D'Orb; Nerinea cfr. Pillae, Gemm.
QUATERNARIO
Arenaria - Lamellibranchi : Petricciola litiphaga Retz; Venerupis irus, L.
Altro particolare
della
Grotta Del Troll
Foto fornita dall'archivio del
Gruppo Grotte Olbia
Avvistamento squalo Elefante
nei pressi delle coste di Tavolara
Le Coste
La loro conformazione è in rapporto diretto e con l'origine geologica e dell'azione degli agenti meteorologici, per cui è necessario esaminare i singoli versanti, a partire dallo Spalmatore di Terra. E' costituito da una lingua rocciosa quasi totalmente pianeggiante con le coste diversamente conformate nei due versanti: la parte occidentale è ricca di piccole insenature ciottolose limitate da rocce granitiche, il versante Est presenta per un breve tratto le stesse caratteristiche, ma subito forma un ampio golfo sabbioso che bruscamente si interrompe sotto la costa rocciosa e alta, ricca di massi di frana. Mentre nel versante occidentale non è facile approdare a causa di rocce appena affioranti, nell'altro versante il fondo marino è quasi totalmente sabbioso e privo di pericoli. Nella parte estrema di Spalmatore di Terra, una barra sabbiosa emerge durante la bassa marea ed unisce l'isola ad una grossa zolla granitica da cui partono i bassi fondali che giungono sino alla costa gallurese. Questi sono intervallati da isole e scogli: solo un tratto di pochi metri presenta il fondale superiore a quello normale, e potrebbe rappresentare il punto di frattura che si è verificato quando, in seguito a bradisismo, Tavolara si è staccata dalla Terraferma. Spalmatore di Fuori rappresenta la parte verso il mare aperto dell'isola, peraltro la più suggestiva: è formato da una ripidissima collina a forma di cono slargato alla base, alta circa 190 Mt. e denominata Punta Timone ( foto in alto ) questa è unita all'isola madre da un istmo largo pochi metri che anticamente separava le due parti, ma la sabbia depositata dal vento ed un ponte di pietra le hanno saldate definitivamente. Si sono conformate quindi due insenature denominate Cala di Ponente e di Tramontana: la prima è piuttosto piccola con una stretta spiaggia sulla quale si erge la costa a falesia ed il mare raggiunge rapidamente i 4-6 metri; la seconda si chiama Cala del Faro ed ha forma di ferro di cavallo molto marcato. I lati di questa insenatura sono caratterizzati da grossi massi calcarei staccatasi dalla montagna che si erge quasi a picco; la concavità presenta coste falesia e nella parte mediana uno sprone granitico delimita una brevissima spiaggia. Ricordando la configurazione trapezoidale di Tavolara restano da esaminare i versanti che rappresentano le due basi, quello che guarda Golfo Aranci è in gran parte a falesia e solo brevi tratti si notano massi di frana: la massima altezza viene raggiunta in due tempi perché dal livello del mare sino a circa 150 metri la roccia è a picco; da questa altezza sino ai 300 metri vi è un aumento graduale del livello, ma bruscamente la massa calcarea si erge e raggiunge i 565 metri. L'atro lato dell'isola è un tavolato a picco,assolutamente inaccessibile dal mare che frange in continuazione scavando il calcare mesozoico. Il rilievo non presenta notevoli variazioni, poiché Tavolara ha una altitudine media di 500 metri ad eccezione dello Spalmatore di Fuori e della propaggine quasi pianeggiante dello Spalmatore di Terra. Data l'altitudine elevata e la particolare conformazione dell'isola è evidente che ben poche e molto difficili da percorrere siano le vie naturali che consentono di recarsi da un versante all'altro: sono esattamente due i valichi, denominati " Rocca Niedda " e " Passu Malu " e per passare è necessaria una notevole dose di coraggio e molto senso di equilibrio. Il primo infatti nel tratto più difficile presenta una serie di pioli in ferro infissi a zig-zag su un dirupo di oltre 100 metri; il secondo è un sentiero roccioso molto stretto sul crinale dell'isola , con uno strapiombo ai lati non inferiori ai 100 metri.
Vista Tavolara lato Molara
Veduta da Coda di Terra
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