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Grotte e Carsismo

Tavolara

Le grotte e il Carsismo

Roccia del Papa

A Tavolara il calcare mesozoico ha raggiunto un notevole sviluppo per cui le grotte sono numerose e si riscontrano in particolare nella falesia esterna; in parte sono ostruite da detriti di falda cementati dalla panchina quaternaria ad antiche arenarie, in parte sono sommerse o si trovano in zone elevate ed impervie, nascoste da fitta vegetazione. Nello Spalmatore di Terra la grotta più importante è certamente quella della "Mandria" anche se non la più nota: in essa sono stati trovati nel 1958 resti di insediamenti umani neolitici ( risalenti a circa 5000 anni fa ) rappresentati da avanzi di pasti, carbone ed ossa di animali dell'epoca ( ormai completamente estinti) e inglobati in un blocco stalagmitico. In ben poche parti della Corsica e della Sardegna sono stati ritrovati resti così antichi, i più numerosi tra l'arcipelago Maddalenino e Olbia, cui Tavolara è stata legata da vicende antropostoriche remotissime. La seconda grotta interessante ed anche la più nota, è quella del "Papa" nello Spalmatore di Fuori così denominata dal monolito di roccia che si trova in prossimità dell'ingresso, raffigurante tale personaggio. Secondo alcuni ricercatori tale nome si attribuisce al fatto che Papa Ponziano fosse esiliato a Tavolara, ma è invece stato accertato che visse e morì in esilio nella vicina e più piccola isola di Molara.

Le imbarcazioni dopo aver chiesto il permesso alle autorità del Parco Marino possono entrare nel vestibolo della grotta solo quando le condizioni del mare sono favorevoli e dopo aver percorso pochi metri si giunge ad una vasta sala con oltre 50 metri di diametro, in cui da tempo immemorabile nidificano i cormorani. Da qui si raggiungono altre due sale nelle quali vi sono sorgenti d'acqua ed in un'altra vi è un laghetto attorno a cui sono alcune stalagmite a guisa di portacenere; la presenza delle sorgenti d'acqua è giustificata dal fatto che la grotta si apre tra il calcare giurese ed il granito di base. Nella sala più grande furono ritrovati

Interno della Grotta Del Papa 
Foto fornita dall'archivio del
Gruppo Grotte Olbia

terrecotte in argilla nuragici risalenti all'età del bronzo e prima età del ferro, selci ed una fibula d'arco in rame, probabilmente micenea o etrusca, oltre ad una anfora romana che in parte emerge dalla stalagmite che la ingloba. Leggermente spostato rispetto alla grotta del Papa vi è un maestoso arco naturale, residuo di una vasta grotta la cui volta è crollata mettendo in luce numerose stalattiti, e che comunemente prende il nome " Il Ponte " .

Il Ponte

Nello Spalmatore di Fuori sono visibili ancora due grandi cavità, resti di grotte di cui è crollata la parte anteriore. Sono la " Chiesa grande " e la " Chiesa piccola " ma praticamente impossibile conoscere tutte le grotte esistenti a Tavolara purché alcune hanno l'ingresso sottomarino, altre si aprono sulla falesia, altre ancora sono nascoste da piccole frane e da vegetazione fittissima grotta dei Fiori d'Arancio esplorata nel 1958 si raggiunge partendo dallo Spalmatore di Terra e si trova alla base di un'alta falesia, nascosta in un anfratto; il nome ha origine dal colore e dalla forma delle delle pietre . La grotta si apre con la bocca da cui si discende per un cunicolo di circa 25 metri; qui si trova un piccolo ripiano da cui ha origine un altro pozzo profondo una ventina di metri. In questa grotta si possono osservare le stalattiti che hanno orientazioni diverse dal solito a causa dei bradisismi cui evidentemente è stata soggetta l'isola. All'interno gli escrementi di uccelli sono abbondantissimi e contiene resti di uccelli e roditori, con alcune specie estinte da tempi remoti oltre che insetti sconosciuti.

Altra veduta Interna della Grotta Dei Fiori d'Arancio
Foto fornita dall'archivio del
Gruppo Grotte Olbia

Altra veduta Interna della Grotta Dei Fiori d'Arancio
Foto fornita dall'archivio del
Gruppo Grotte Olbia

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